La sicurezza resta un tema che riguarda tutti
Gli infortuni sul lavoro non sono numeri lontani. Dietro ogni statistica ci sono esseri umani, uomini, donne, famiglie, conseguenze concrete. E i dati consolidati (anno 2025) mostrano che il fenomeno va osservato continuamente perché in crescita.
Nei primi 12 mesi del 2025, le denunce di infortunio pervenute complessivamente all’INAIL (comprese quelle relative a studenti) sono state 550.948, in aumento dell’1,5% rispetto alle 543.039 di gennaio-dicembre 2024. I casi mortali denunciati sono stati 1.010, contro 1.000, quindi +1%. Il confronto tra 2024 e 2025 evidenzia, per l’infortunistica in occasione di lavoro, un aumento appunto degli infortuni (+0,4%) e dei decessi (+1%); per la componente in itinere (tragitto casa-lavoro e ritorno) un incremento delle denunce (+3%) e dei casi mortali (+3,4%).
Questi dati non vanno letti solo in chiave statistica. Sono un promemoria del fatto che la sicurezza sul lavoro non è una problematica solo per “da addetti ai lavori” ma incide ogni giorno sulla vita di chi lavora, sulle loro famiglie, sulle istituzioni, sulla collettività.
Infortunio “in occasione di lavoro” e infortunio “in itinere”: le due grandi categorie, cerchiamo di entrare nel merito in maniera più semplice possibile. L’infortunio in occasione di lavoro è l’evento che accade durante l’attività lavorativa o comunque in un contesto collegato al lavoro; mentre svolgi le mansioni, in azienda, in cantiere, in magazzino, durante un’attività richiesta o connessa al servizio. L’ infortunio in itinere è l’infortunio che avviene nel tragitto di andata e ritorno tra abitazione e posto di lavoro (o tra luoghi di lavoro). È una categoria molto conosciuta, ma anche una delle più discusse, perché il tragitto deve essere “compatibile” con la logica casa-lavoro e non trasformarsi in un percorso totalmente diverso per ragioni personali. A meno che entra in gioco il necessitato. Il punto focale, per chi lavora, e per chi, si infortuna, è uno: capire che non tutti gli eventi sono uguali, e che le tutele possono dipendere anche da come viene ricostruita la dinamica.
Perché gli infortuni aumentano e perché non è solo “sfortuna”? Quando leggiamo che le denunce crescono, la tentazione è pensare: “Capita, è il lavoro”. Ma questa idea è pericolosa, perché normalizza ciò che non dovrebbe essere normale. Gli infortuni spesso si legano a fattori ricorrenti: ritmi elevati e pressione sui tempi; formazione insufficiente o solo “di carta”; procedure non rispettate o non applicabili nella pratica; carenze organizzative e umane; manutenzione non ottimale delle macchine utensili; dispositivi non adeguati, vetusti e non facili da usare; carenza di personale e forte stress; mansioni svolte in modo diverso da quanto dichiarato. Ecco perché la sicurezza non è una formalità: è un pezzo essenziale della qualità del lavoro!
Donne, uomini, lavoratori italiani e stranieri: cosa dicono i dati? Tra gennaio-dicembre 2024 e gennaio-dicembre 2025, l’aumento delle denunce di infortunio “in occasione di lavoro” risulta legato alla componente femminile, con un +2% (da 121.535 a 123.919), mentre la componente maschile registra un -0,4%. Sul fronte della cittadinanza: le denunce dei lavoratori italiani risultano in flessione (-0,6%); quelle dei lavoratori stranieri aumentano (+3,5%). Per gli infortuni mortali in occasione di lavoro, l’aumento appare legato alla componente maschile (da 678 a 693), mentre quella femminile è in calo (da 44 a 36). Tra i lavoratori stranieri crescono le denunce mortali (da 164 a 171), stabili quelle degli italiani (558). Questi dati non servono per fare “classifiche”, servono per capire dove intervenire, con più forza e determinazione, in termini di prevenzione e organizzazione.
Infortuni in itinere, perché crescono e perché sono delicati? Gli infortuni in itinere (al netto degli studenti) denunciati entro dicembre 2025 sono stati 91.463, in aumento del 3% rispetto agli 88.806 del 2024. Anche qui ci sono differenze interessanti: aumentano sia le denunce femminili (+3,4%) sia quelle maschili (+2,6%); aumentano sia le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) sia quelle degli italiani (+2,2%). Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale sono state 273, nove in più rispetto al 2024 (264). Colpisce, tra i dati riportati, l’aumento delle denunce mortali in itinere delle lavoratrici (da 28 a 44). Il tema “itinere” è delicato perché entra in gioco la ricostruzione del tragitto, la dinamica, e spesso la percezione comune (“se succede andando a lavoro è sempre coperto”) non coincide con la complessità realtà.
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