La tutela in ambito Inail, con i relativi indennizzi, riguarda principalmente due eventi: gli infortuni e le malattie professionali. Per infortunio s’intende un evento perlopiù traumatico, avvenuto in occasione di lavoro e che ha comportato una o più lesioni.
Quando invece si parla di malattia professionale, si fa riferimento ad una patologia che è conseguenza, prevalentemente, di una prolungata esposizione alla ripetitività di certi movimenti, alle vibrazioni dei macchinari usati durante la lavorazione, i tempi di utilizzo, alla movimentazione dei carichi, al mantenimento di posture incongrue con impegno di forza per svolgere egregiamente il lavoro; oppure a fattori nocivi come l’ambiente di lavoro rumoroso, presenza di sostanze cancerogene, irritanti, a solventi, etc.
Affinché la tutela inail operi, parliamo di malattia professionale, è quindi fondamentale la presenza del nesso causale , ovvero deve esserci un legame diretto tra tra attività lavorativa e la patologia.
Per le malattie professionali, poiché non derivano da una causa violenta né si manifestano in maniera immediata, può accadere che la dimostrazione del nesso causale sia un po’ più complessa. La normativa in materia prevede tuttavia una distinzione tra:
- Malattie tabellate. Le tabelle previste dalla normativa riportano la patologia, il tipo di lavorazione e il periodo massimo di manifestazione della patologia dalla cessazione dell’attività lavorativa a rischio (per es. per cambio mansione o attività lavorativa, oppure per pensionamento). Se ricorrono contemporaneamente i tre elementi, il nesso causale è presunto per legge e quindi il riconoscimento da parte dell’Inail è più facile. Semmai, ricade sull’Istituto l’onere di dover dimostrare un’eventuale causa diversa per la patologia denunciata.
- Malattie non tabellate. Si tratta di tutte quelle patologie non previste dalle tabelle o di situazioni in cui manca uno degli elementi previsti dalla tabella (ad es. il tipo di lavorazione correlato). In tali casi ricade sul lavoratore, l’onere di dimostrare l’origine professionale della patologia.
L’eventualità di una patologia di per sé non tabellata non deve scoraggiare. Non mancano i casi di riconoscimento, con i relativi indennizzi, sia per patologie tabellate che non tabellate.